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FILARIA PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Mercoledì 22 Maggio 2013 20:07

 FILARIA NEL CANE

 

E’ una malattia sostenuta da un verme chiamato filaria (Dirofilaria immitis), per la sua forma sottile e allungata.

Il parassita viene trasmesso dalle zanzare (compresa la zanzara tigre) ed è molto diffuso nelle nostre zone dove questa malattia è endemica. L’ospite specifico della filaria è il cane, in cui il parassita riesce a svolgere nel modo migliore il suo ciclo vitale, raggiungendo il pieno sviluppo (30 cm di lunghezza). La filaria adulta vive nel cuore destro e nell’arteria polmonare degli animali colpiti e si riproduce emettendo delle larve microscopiche, dette microfilarie, che restano in circolo nel sangue.

I cani, o altre specie animali, infestati dalla filaria, non costituiscono alcun problema per le persone.

Microfilarie

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  La filariosi cardiopolmonare nel cane non sembra avere una predilezione di età o di razza.

Sembra che i cani maschi siano colpiti più frequentemente delle femmine.

Cani di grossa taglia che generalmente sono abituati a vivere all'aperto, sono più a rischio di cani di piccola taglia che invece vivono in casa.

Contrariamente a quello che si pensa, la lunghezza del pelo dell'animale non sembra avere molta influenza.

Prima  che i parassiti della filaria raggiungano la maturità sessuale, e si insedino a livello cardiaco (nel cuore) e delle arterie polmonari, passano svariati mesi. Poi, prima che i parassiti adulti raggiungano un numero tale da provocare dei sintomi evidenti nel cane, trascorre un ulteriore lasso di tempo. Dunque, quando il proprietario nota dei segni di malattia nel proprio animale, questo è stato infestato già da parecchi mesi o anche anni.

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I cani colpiti da Filaria solitamente vengono divisi in 4 classi sintomatiche

in base ai segni che mostrano, a seconda della gravità dell'infestazione (che corrisponde al numero dei parassiti adulti presenti nelle arterie polmonari e nel  cuore, quindi al tempo dell'invasione della Filaria nell'animale):

Classe 1 (forma subclinica o lieve), il cane non ha modificazioni dello stato di salute, si presenta bene, non mostra segni e sintomi di malattia, ma agli esami di laboratorio risulta però positivo al test di ricerca della Filaria (in pratica, i parassiti sono presenti ma ancora non provocano danni da compromettere la salute del cane) ;

Classe 2 (forma moderata), i parassiti della Filaria hanno raggiunto, all'interno delle arterie polmonari e del cuore destro  dimensioni e numero tali da determinare sintomi quali affaticamento del cane, tosse occasionale, scarso rendimento con difficoltà respiratoria dopo una corsa o dopo aver giocato, possibili soffi cardiaci e possibile perdita di peso;

Classe 3 (forma grave), la Filaria ha parassitato l'animale da così tanto tempo da aver raggiunto dimensioni e numero tali da provocare numerosi danni al cuore e alle arterie polmonari: una scarsa condizione fisica del cane che si presenta anche dimagrito), dispnea aumento di frequenza del respiro, tosse. anemia (in quanto la Filaria si nutre delle cellule sanguigne), aumento di volume dell'addome, scarsa funzionalità del cuore, perdita di sangue dal naso, alterazioni polmonari e frammenti di parassiti, assieme a trombi - ovvero coaguli di sangue provocati dai parassiti stessi - possono determinare delle occlusioni improvvise di vasi sanguigni;

Classe 4 (sindrome della vena cava), i parassiti della filaria sono così grandi e numerosi da occupare non solo le arterie polmonari e il cuore destro, ma da risalire nell'atrio destro fino alla vena cava (grande vaso che porta sangue al cuore) ostruendola e compromettendo gravemente la vita dell'animale.

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 COME PREVENIRE CHE IL NOSTRO CANE SI AMMALI DI FILARIA

 Il parassita Filaria e la zanzara (Culex, Aedes ed Anopheles). In mancanza di uno dei due, perciò, il nostro cane non si può ammalare.

Per ridurre la possibilità che la zanzara venga in contatto col nostro animale (quindi pungendolo possa trasmettergli la Filaria), si possono utilizzare sostanze repellenti e impiegare regolarmente degli insetticidi. Bisognerebbe inoltre tenere i cani in posti chiusi (soprattutto di notte quando cominciano ad esserci le zanzare) e, se possibile, utilizzare delle zanzariere.

 

FILARIA NEL CANE : TRATTAMENTO

 Dobbiamo trattare costantemente l'animale con delle sostanze che non permettano lo sviluppo del parassita adulto. Questa "terapia microfilaricida", non è una vaccinazione, bensì un trattamento sull'ospite infestato (cane) contro le forme larvali della Filaria, per evitare che queste diventino adulte e provochino la malattia. Dato che le zanzare compaiono in primavera e scompaiono in autunno, il trattamento di prevenzione sui nostri animali, dovrebbe andare da Aprile a Novembre.

La terapia si può incominciare già in animali che abbiano un'età di 6-8 settimane.

Esistono, in Italia, diversi prodotti che agiscono sugli stadi larvali (L3-L4) del parassita, provocandone la morte. Essendo sostanze che agiscono sugli stadi larvali della Filaria precedenti a L5, sono efficaci fino al 50°-55° giorno dall'instaurarsi dell'infestazione (penetrazione della Filaria nel cane).

 

 I FARMACI A DISPOSIZIONE SONO

 -) Milbemicina ossima (INTERCEPTOR; MILBEMAX) data ogni 30 giorni per via orale, cominciando entro 1 mese dalla comparsa delle zanzare e terminando con l'ultima compressa entro 30 giorni dalla loro scomparsa;

-) Selamectina (STRONGHOLD), applicata mensilmente, in soluzione spot on, sulla cute alla base del collo, con prima applicazione entro un mese dalla comparsa delle zanzare e l'ultima entro 1 mese dalla loro scomparsa;

-) Moxidectina, che si può trovare:

1) in soluzione spot on (ADVOCATE), da applicare almeno un mese prima della prevista comparsa delle zanzare, poi mensilmente fino a 30 giorni dalla scomparsa degli insetti;

2) sotto forma di compresse orali (GUARDIAN), che si iniziano a dare entro un mese dalla comparsa degli ospiti intermedi (zanzare), e si continua, con cadenza mensile, fino al mese successivo la scomparsa delle stesse;

3) in soluzione iniettabile (GUARDIAN), che, una volta iniettato per via sottocutanea, entro 30 giorni dalla comparsa delle zanzare, ha un'efficacia che dura per tutta la stagione di rischio della Filaria;

-) Ivermectina (CARDOTEK-30 ; CARDOTEK-30 PLUS), sotto forma di tavolette masticabili, si comincia a somministrare, ogni 30 giorni, entro un mese dalla prima esposizione alle zanzare, per terminare con l'ultima dose entro un mese dall'ultima esposizione.­­­­­­­

Noi consigliamo l'iniezione Guardian, non si deve fare ogni anno l'esame sierologico, siamo sicuri che il cane sia protetto per un anno e non dobbiamo stare attenti, dando le compresse ogni mese, che non vengano sputate e che il nostro Chihuahua non sia coperto dalla protezione per la Filaria. Inoltre dobbiamo ricordarci, con le comprese, ogni mese, di somministrarle di nuovo, se tardiamo non sono coperti al 100%.

 

TRATTAMENTO DEL CANE AMMALATO DI FILARIA

 E’ una malattia subdola, in quanto si manifesta clinicamente molto tempo dopo la penetrazione del parassita nel nostro animale. A tale scopo, è bene eseguire - in cani che non abbiano mai subìto terapie per impedire la malattia), o in cani che si sospetta siano stati non protetti per un certo tempo (per i quali non si è seguita correttamente la somministrazione dei farmaci nei tempi indicati) - ) un test per la ricerca del parassita della Filaria. Questo esame, molto semplice e per niente invasivo o doloroso per il nostro cane, si esegue dal Veterinario per poche decine di euro. Consiste nell’eseguire un semplice  esame sierologico eseguito da un piccolo prelievo di sangue; il test è in grado di svelare la presenza dei vermi adulti nel cuore, ma non quelli giovani ancora in fase di sviluppo. Devono infatti passare almeno sei mesi dalla puntura di una zanzara infestata affinché questo test sia significativo, pertanto di norma lo si esegue in primavera, entro i primi di maggio, prima di iniziare la prevenzione. Prima di iniziare la prevenzione, è importante accertarsi che il cane sia negativo, effettuando il test specifico.

Nel caso all'animale venga diagnosticata la filariosi cardiopolmonare, si esegue - dopo aver valutato lo stato di salute del cane - la cosiddetta "terapia adulticida", un trattamento che permette di uccidere i parassiti adulti insediati nel cuore e nelle arterie polmonari.

E’ estremamente importante la precocità con cui si diagnostica la Filaria nell'animale. A seconda della classe sintomatica in cui si trova il cane (Classe 1, Classe 2, Classe 3 o Classe 4), dipenderà l'impostazione di una terapia adeguata  e, soprattutto, la prognosi (previsione di guarigione). Ad esempio un cane appartenente alla Classe 1 avrà buone prospettive di guarigione; uno invece di Classe 4 sarà molto grave, tanto da dover intervenire chirurgicamente per rimuovere i parassiti, senza poi avere molte speranze che esso sopravviva.

 

COME SI TRASMETTE

 Quando una zanzara punge un cane infestato, insieme al sangue aspira anche alcune microfilarie, che in seguito può iniettare ad un altro cane (o un altro animale) trasmettendogli la malattia. Le microfilarie, inoculate nei tessuti del nuovo ospite, iniziano a crescere e a spostarsi verso il cuore, dove vanno a localizzarsi dopo circa sei mesi, quando sono ormai diventate vermi adulti in grado di ricominciare il ciclo e produrre a loro volta altre microfilarie.

Il numero di parassiti adulti che infestano il cuore e l’arteria polmonare varia da soggetto a soggetto (da 3 a 50) e sono state osservate anche infestazioni sostenute da 100 parassiti adulti! Le filarie nel cane possono vivere 5-7 anni, se non provocano prima la morte dell’ospite.

Il contagio può avvenire solo tramite la zanzara, e non è possibile per semplice vicinanza tra due cani.

Nei cani non sottoposti a prevenzione il numero di parassiti può aumentare di anno in anno, in seguito alla continua puntura delle zanzare.

 

ZONE A RISCHIO

Ci sono tre fattori fondamentali che condizionano la diffusione della filariosi cardio-polmonare:

 

1)DENSITA’ DELLE ZANZARE

Le zanzare (Culicidi) sono presenti in tutto il mondo con oltre 3.000 specie ed essendo caratterizzate da un grado di adattabilità molto elevato, possono essere trovate in zone pianeggianti, marine, collinari e montane. La ricerca dell'ospite definitivo (il cane) avviene in modo diverso a seconda della specie: alcune si muovono di notte, altre, invece, si muovono alle prime ore dell'alba. In tutte le specie, comunque, solo la femmina compie il pasto di sangue e solo dopo la fecondazione, perché le uova per la loro maturazione, necessitano delle sostanze in esso contenute. L'aumento della temperatura, l'estendersi delle monoculture agrarie e l'uso di pesticidi sempre più potenti, che hanno selezionato le specie più resistenti, hanno portato all'aumento delle popolazioni di zanzare.

1)CLIMA E AMBIENTE

I centri urbani dove viviamo rappresentano un ambiente molto favorevole per lo sviluppo delle zanzare a causa della presenza di molte zone con acque stagnanti. Inizialmente le zanzare erano confinate in Pianura Padana. Con il tempo, tuttavia, esse sono riuscite a colonizzare nuovi ambienti, diffondendosi in tutto il Nord Italia e in alcune regioni del Centro Italia.

1)PRESENZA DI OSPITI DEFINITIVI

Negli ultimi 15 anni il continuo aumento della popolazione canina ha costituito un fattore determinante per l'incremento dell'incidenza della filariosi cardio-polmonare: questo perché il cane rappresenta il solo luogo dove il parassita può evolvere ad adulto e riprodursi. Inoltre, lo spostamento degli animali durante il periodo estivo ha facilitato l'introduzione del problema filaria anche in zone che fino a pochi anni fa erano indenni.

 CONCLUSIONI

 La filariosi cardio-polmonare non è una malattia inguaribile, ma richiede una terapia complessa, costosa e potenzialmente molto pericolosa. Inoltre spesso i danni causati dal parassita non sono reversibili e quindi, anche dopo l’ eliminazione della filaria, non si ha una totale remissione dei sintomi. Pertanto risulta fondamentale la profilassi

I farmaci per la prevenzione vanno somministrati ogni 30 giorni e posseggono effetto retroattivo. Pertanto è totalmente inutile anticipare eccessivamente la prima somministrazione, mentre è fondamentale proseguire la profilassi fino al mese successivo alla scomparsa delle zanzare.

Ad esempio a Milano, dove le zanzare generalmente compaiono intorno a fine marzo e scompaiono verso la fine di ottobre, la prima somministrazione potrà essere effettuata all'inizio di aprile e l'ultima a novembre. 

 

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