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CIMURRO PDF Stampa
Scritto da Administrator   
Sabato 18 Maggio 2013 17:33

 

CIMURRO

Il cimurro e' una malattia sostenuta da un virus (paramixovirus), correlato sierologicamente ai virus del morbillo e della peste bovina.

La malattia colpisce principalmente il cane e meno frequentemente gli altri canidi (volpe, lupo, sciacallo ecc.), i mustelidi (furetto, visone, puzzola, moffetta ecc.) ed i procionidi (orsetto lavatore).
Anche cavia, coniglio ed alcune scimmie possono contrarre il cimurro.
Il contagio avviene prevalentemente per via aerogena e non occorre il contatto diretto tra animali per la diffusione della malattia.
Si possono distinguere diverse forme:
1) Forma iperacuta. Di norma si manifesta in soggetti di eta' inferiore ai tre mesi che non hanno assunto il colostro (il primo latte prodotto dalla mamma) o abbiano assunto colostro prodotto da una madre non vaccinata correttamente. Ha solitamente un' incubazione di 3 - 5 giorni. I sintomi piu' caratteristici sono: svogliatezza, inappetenza, congiuntivite,  tosse, diarrea anche emorragica, tremori muscolari. La morte avviene in pochi giorni. In questo caso la diagnosi e' molto diffacile da emettere basandola sui soli sintomi clinici per riconoscerla so dovrebbe fare l’autopsia del cane.  

Anche gli adulti possono presentare la forma iperacuta, ai sintomi descritti di norma si associa rialzo termico e frequentemente si hanno crisi convulsive, la morte avviene in 2 - 3 giorni.
2) Forma acuta o subacuta. Questa forma colpisce solitamente i cuccioli di eta' superiore ai tre mesi e gli adulti, ha un periodo di incubazione di 3 - 5 giorni. presenta diverse fasi:
- prima fase o viremica o catarrale - caratterizzata da ipertermia (40 - 41 gradi centigradi) prostrazione, inappetenza, congiuntivite catarrale, scolo nasale sieroso o muco-purulento, secchezza dei cuscinetti plantari e del tartufo, tosse. Un segno abbastanza costante e caratteristico e' la comparsa di iniezione dei vasi sanguigni episclerali e sclere rosate. Questa fase dura 4 - 5 giorni e puo' essere seguita dalla guarigione o dal passaggio alla
- seconda fase - caratterizzata da rialzo termico, ma meno accentuato della precedente e diversi quadri clinici:

3) Forma cutanea, simile al morbillo dell' uomo, con la comparsa di petecchie che conferiscono alla cute un aspetto ruvido, frequentemente localizzato sull' addome e sul piatto delle cosce. Le petecchie possono poi subire l' attacco di germi piogeni. Se la forma cutanea risulta generalizzata facilmente sfocia nella forma nervosa. Tartufo e cuscinetti plantari risultano secchi ed ispessiti e si presentano come il greto di un fiume argilloso in siccita';

4) Forma respiratoria, presenta scolo nasale muco purulento, tosse, rinite, bronchite, broncopolmonite;

5) Forma intestinale, con enterite emorragica per passare ad una forma muco-fibrinosa con feci nerastre, appiccicose e molto fetide; la forma enterica e' quasi sempre mortale.

6) Forma mista, sono presenti tutti i quadri clinici descritti, la prognosi e' infausta;

7) Forma nervosa, dopo 2 o 3 settimane le precedenti forme possono passare alla forma nervosa che spesso compare quando il soggetto appare ristabilito o in guarigione.

Il soggetto presenta cambiamento di carattere, dolori muscolari, paralisi; si distinguono tre quadri:

a) quadro eccitativo - con la comparsa di crisi convulsive, masticazione a vuoto (chewin-gum convulsion), la prognosi e' infausta;

b) quadro paralitico - compaiono paralisi progressive che conducono alla tetraplegia, la prognosi e' riservata;

c)quadro mioclonico - il soggetto presenta contrazioni muscolari in vari distretti, masseteri, addome, coscia.

DIAGNOSI

di cimurro si effettua clinicamente e sull' esito di test di laboratorio.
La  prognosi e' spesso infausta sia nei cuccioli che negli adulti, specialmente se compare la forma nervosa.

PREVENZIONE VACCINALE

i cuccioli devono affrontare alcune somministrazioni distanziate l' una dall' altra di 2-3-4 settimane (a seconda della gravita' del pericolo di contrarre la malattia), per gli adulti il richiamo deve essere annuale.
Buona norma sarebbe quella di vaccinare le fattrici un mesetto prima dell' accoppiamento.
Fondamentale, come sempre quando si tratta di vaccinazioni, e' che l' iniezione del vaccino venga praticata su un soggetto clinicamente sano.

 

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